martedì 2 aprile 2013

Moine medievali (tautogramma in M)

Megera mezza matta, maga Magò maciullava millepiedi, molluschi; mutilava muli, maiali, mucche, mozzandogli musi. Molti miscugli mefitici miscelava maneggiando mestoli, mescolando minestre maleodoranti.
Malgrado macchinasse marachelle macabre, malinconica meditava:
Mi manchi. Martedì mi mandi mimose marcite, mercoledì mattina marionette monche. Ma mostrarti mai, mio mentore? Mica macchierai mutande masturbandoti?!
Madame! – mago Merlino meravigliò maga Magò materializzandosi miracolosamente. – Mi menzionavi?
Mascalzone.
Mia malvagità, – mormorò Merlino molestandola, – mietitrice mortale, mefistofelica marmellatina muffita, – morsicava, mugolava mentre mordeva maga Magò.
Mollami.
Mi minacci?
Macché: musica maestro!
Mediante melodie magnifiche, mostri metà mannari metà menestrelli mossero Magò momentaneamente migliorata mettendosi minigonna, maglietta modaiola, mascara. Magò manipolava Merlino, maschio matusa, metaforizzando melensaggini mature.


mercoledì 27 marzo 2013

Tautogramma con la N

Navigavamo nel nord, nascosti nelle nebbie nipponiche. Nemici? Naturalmente non ne notammo nessuno.
Nottetempo, nullafacenti nelle nanne naufragammo. Nuotammo nel nero, nonché nel niente, nullificandoci.
Nascemmo nuovamente nel nove novembre, nella nave nominata "Nautilus", né nuova né normale. Nostromo? Nemo.

giovedì 21 marzo 2013

Oligarchia oceanica (tautogramma con la O)

Occhi onnipresenti, ovunque, osservano omuncoli ormai oggettualizzati, omologati oltreché oppressi.
Ossessione onirica oppure opera orwelliana, ossia 'Ottantaquattro?