giovedì 24 maggio 2012

Tautogramma con la A


Avvisandolo, alcuni alleati avevano avviato avvenimenti assai angosciosi.
– Astro abbagliante, – aveva affermato arrabbiandosi, allucinato, – ammettilo altrimenti ammazzo Agamennone, Aiace, Antiloco! [1]
– Atena ammattirà.
– Appunto.
– Ascolta, amico, – asserì Apollo accarezzandolo affettuosamente, – accertatene architettando astuzie, anziché affannarti.
– Afferrato.
Accomiatandosi accedette all’abitazione: attraversati aia, androne, anticamera, arrivò accanto all’alcova. Adoperando arnesi atipici assemblava, avvolgeva aggeggi armonizzandoli all’ambiente attorno. All’apparenza assenti, avrebbero abbindolato anche ancelle attentissime.
Avvertendo Afrodite approssimarsi all’alloggio, andò ad annunciarle:
– Amore, arrivederci all’alba.
– Altri aiuti agli Achei?
– Armerò Achille.
– Auguri.
Andò ad appostarsi, aspettò: avvistò Ares accorrere allupato, Afrodite accolse Ares abbracciandolo.
Allora, ancorché anchilosato, accelerò attraversando aia, androne, anticamera: acciuffò Ares appiccicato ad Afrodite, ansimante. Agganciati all’alcova, ammanettati agli arti abbaiavano.
– Accoppiatevi adesso, animali!



[1] Il misterioso protagonista del racconto è Efesto: sta parlando con Elio, il Dio del sole, che in Omero non coincide con Apollo. I due diventeranno una divinità unica a partire dai filosofi Presocratici. 

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